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12/04/2017, 14:08

societ



Per-fare-una-società-Il-numero-perfetto-è-tre


 Riflessioni sulla qualità e quantità dei soci per fare una società.



Quando pensiamo di fare una società ci soffermiamo sui rischi della cooperazione fra le persone e mi è capitato spesso di sentire questa frase:

Per fare una società uno è poco e due sono assai!



Questa affermazione mi è capitato di ascoltarla parlando dell’amicizia, dei mariti e delle mogli, ma anche per i soci di una società.

In effetti questo modo di dire è illogico: infatti più si è a sviluppare un business e maggiori saranno le possibilità di successo. 

Tuttavia poche sono le società che riescono a sopravvivere al passaggio generazionale, molte soccombono prima o durante il passaggio di consegne fra i fondatori e la seconda generazione.

Dal punto di vista pratico, per fare una società e nel caso di una start-up sarà molto complicato gestire un’azienda con due soci al 50% soprattutto quando sono essi stessi a doversi occupare delle attività in prima persona. 

In questo caso possono verificarsi facilmente dei disaccordi e dei contrasti alle prime difficoltà.

Nella mia esperienza il risultato è quello della "non decisione" e dell’immobilismo aziendale.

L’azienda è come se si fermasse in attesa che il disaccordo si componga con tempi che posso portarla fuori dal mercato.

Non sto affermando che queste società sono destinate al fallimento, ma soltanto che avranno grosse difficoltà se uno dei due soci non si assume la responsabilità di portare avanti le cose da leader. 

Secondo per fare una società che funziona sono necessari tre soci operativi molto vicini per cultura ed estrazione sociale che si dividono i principali compiti, cioè: 
l’area commerciale, la produzione e l’amministrazione.

In pratica c’è la persona predisposta ai rapporti umani che si occupa di vendere. Lui è un positivo, visionario e si dimostra leale con il cliente, è attento alle strategie di marketing.
C’è chi si occupa di produrre, con capacità tecnica  (deve sapere fare) e deve saper gestire bene i rapporti con i collaboratori.
C’è infine, chi amministra con attenzione ai numeri, la persona sa distinguere fra spesa ed investimento, svolge una funzione di controllo sui conti e garantisce equilibrio. 

Spesso quando si comincia i ruoli non sono mai ben delineati, c’è l’entusiasmo e la convinzione che in corso d’opera queste cose si potranno definire.

Invece è molto utile cercare, fin dall’inizio, di definire l’ambito di attività di ciascun socio. 

Ci sono però alcune caratteristiche che devono essere comuni a tutti i soci: correttezza e rispetto, reciproca stima e fiducia, senza di queste non si va da nessuna parte.
La soluzione migliore per una società è quella a 3 punte, dove ognuno svolge in armonia il proprio ruolo in funzione dell’espansione aziendale.

Se vuoi approfondire meglio l’argomento e confrontarti sul come fare una società che funzioni, contattami oppure scrivimi.


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